Aston Martin, una storia di crisi finanziarie

L’azienda nasce nel 1913, dall’unione del meccanico Robert Bamford e del pilota Lionel Martin, col nome di “Bamford & Martin” ma l’anno dopo vincendo con un prototipo la cronoscalata Londra-Aston Clinton l’auto è rinominata Aston Martin.

Nel 1920, la prima crisi dell’azienda automobilistica giunge al termine della prima guerra mondiale ma viene salvata da Luis Vorov Zborowski, un ricco pilota franco-polacco.

Nel 1926, la seconda crisi pone fine alla “Bamford & Martin” che è rilevata dai soci Bill Renwick e Augusto Cesare Bertelli.

Nel 1933 la maggioranza azionaria della Aston Martin è acquistata da Arthur Sutherland.

Alla fine della seconda guerra mondiale l’Aston Martin passa ancora di mano, acquistata da David Brown unendola con un altro marchio storico inglese in crisi, la Lagonda. Dal 1950 in poi debuttano i modelli che faranno la storia del marchio, riconoscibili dall’iniziale DB in onore del proprietario; modelli che il grande pubblico di tutto il mondo riconoscerà poi, nei film di James Bond

E’ il 1972, l’anno di massimo splendore dell’azienda (circa 250 pezzi annui prodotti) che però è venduta ad un gruppo di investitori inglesi.

Nel 1986 l’Aston Martin viene acquistata dalla Ford portando la produzione dapprima a circa 700 auto annue (1995), fino a 2.000 (1998) e 7.000 (2006) mettendo su anche una buona partecipazione in attività di motorsport.

Nel 2007 Ford cede l’azienda ad un gruppo di investitori privati supportati da fondi di investimento medio orientali.

Nel 2012 la quota degli investitori privati viene acquistata da Investindustrial (ex proprietaria di Ducati) ma sempre coi fondi arabi e dopo qualche anno pare riprendersi arrivando a produrre 5.000 auto (2017) per poi nuovamente tornare in crisi.

Nel 2020 entrano nuovi soci, in primis il miliardario Lawrence Stroll padre del pilota di formula 1, ed Investindustrial esce mentre l’Aston Martin ritorna nella competizione sportiva regina, la Formula 1 proprio l’anno successivo.

Nel 2023 sono 4.398 le auto vendute, alla chiusura del terzo trimestre (Q3) il calo di vendite è del 17% anche se l’ultimo trimestre è stato migliore rispetto a quello dello scorso anno. La gamma, ora di sei modelli, è stata rinnovata in poco più di due anni per cui la riduzione delle consegne è dovuto principalmente a questo. Anche se i risultati sono sufficienti, il debito è cresciuto del +30% mentre la disponibilità in cassa è -50%.
Risultati poco soddisfacenti e stime di vendita inferiori (-1.000 pezzi), dovute ai problemi sulla supply-chain ed alla debolezza
macroeconomica in Cina, hanno fatto crollare del 25% il valore delle azioni tuttavia, i presupposti con la nuova gamma:

  • DB12,
  • DB12 Volante,
  • DBS,
  • DBS Volante,
  • DBX,
  • Vantage,

sembrano più che rosei.

Aston Martin
Fonte: it.motor1.com/aston-martin

Rimandata la transizione 

Il piano di elettrificare ben 4 modelli invece, è stato rinviato di un anno. La casa automobilistica aveva firmato un accordo con Lucid Motors lo scorso anno per utilizzare parte della sua tecnologia sui futuri modelli EV. Tuttavia, la prima auto elettrica Aston Martin arriverà solamente nel 2026.

Le vendite nelle varie regioni

In rapporto alle aree geografiche, le vendite si sono ridotte in tutte le regioni rispetto allo scorso anno a causa della transizione del portafoglio prodotti.
Le Americhe e l’EMEA, escluso il Regno Unito, sono state le regioni con maggiori vendite 2024 rappresentando il 61% dei volumi, principalmente guidati dalla domanda di DB12. Mentre la Cina rimane un mercato con significative opportunità di crescita a lungo termine, la tendenza è continuata con volumi in calo del 54% rispetto al 2023, guidata da una combinazione di dinamiche di mercato e tempistiche delle consegne di nuovi modelli, tra cui la DB12, che sono iniziate solo nel terzo trimestre del 2024.
I volumi nell’Area Asia-Australia (APAC) esclusa la Cina sono cresciuti del 4%.
Tutte le regioni sono aumentate nel terzo trimestre del 2024 rispetto al 2023, ad eccezione dell’EMEA a causa della tempistica delle consegne a cavallo dei due anni.

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