I comportamenti dei cittadini italiani rispetto alla mobilità si sono modificati durante la pandemia, da un lato costretti dalle restrizioni, via via rimodulate, dall’altro dal mutamento sul lato della domanda. Crisi economica e occupazionale, riorganizzazione delle modalità di lavoro, dominio delle piattaforme on-line per le attività quotidiane, distanziamento sociale, ecc. hanno innescato in pochi mesi cambiamenti congiunturali e strutturali sia multidimensionali (sociali, economiche, ambientali, istituzionali, ecc.), sia intersettoriali (economia, trasporti, lavoro, ecc.).
Nuovi paradigmi e nuovi driver si sono affacciati, affiancando o sostituendo i pilastri del vecchio sistema, grazie anche ad un’azione combinata tra stimolo pubblico e l’iniziativa diffusa di imprese e player (lo smart working nelle grandi aziende e lo sviluppo delle micromobilità nelle aree urbane, due esempi apparentemente agli antipodi) ed è arrivato il tempo per le politiche pubbliche di decidere se e come accompagnare la transizione.
Nel 2019, il parco auto (la mobilità privata) si è ancora incrementato arrivando a 39.545.232 autovetture con un rapporto rispetto alla popolazione residente (inclusi anziani e minori) del 65,6% risultando seconda in Europa, dopo il Lussemburgo che però ha circa 600.000 abitanti (67,6%).
Analizzando le maggiori città italiane con oltre 250.000 abitanti, si nota chiaramente un sostanziale incremento nel corso degli anni, in particolare nelle città del Sud Italia. Al trend generale si sottrae la sola città di Milano (meno di un residente su due possiede un’autovettura) per effetto, verosimilmente, dell’offerta di nuove forme di mobilità sostenibile legate anche a più stringenti politiche di limitazione del traffico privato (Zona C e B).
Il parco auto italiano non brilla neanche per qualità ambientale, oltre il 90% del totale si compone di mezzi spinti da tradizionali motori termici (benzina/gasolio). Per la maggior parte si tratta di auto alimentate a benzina (18.174.338) e gasolio (17.467.776). Nel settore bifuel, invece, troviamo 2.574.287 vetture a benzina/GPL e 965.340 a benzina/metano. Mentre le auto elettriche o ibride sono solo 363.491.
Il parco auto circolante in Italia è, già oggi, uno dei più antiquati del continente. L’età media delle automobili è di 11 anni e 5 mesi, e il dato è destinato a peggiorare.
Il numero di patenti attive in Italia sono 39.074.955 (fonte Osservatorio Autopromotec) in base ai dati di gennaio 2019. In poco meno di 10 anni sono aumentate del 10,8%.
Il 65% della popolazione residente in Italia possiede una patente attiva.
La Lombardia detiene la leadership con 6,5 milioni di patenti.
L’utilizzo del mezzo privato è diventato sempre più una necessità, anche perché l’offerta di trasporto pubblico nel nostro Paese non brilla certo per efficienza. In 20 anni circa il parco tra autobus e filobus è aumentato solo dell’11% arrivando a 100.149 unità.
La patente più diffusa è quella di categoria B con ben 36 milioni di unità che rappresentano il 92% del totale; segue la patente di categoria C, utile per condurre i camion, con 1,2 milioni di unità.
Eppure questa estrema corsa alla motorizzazione è dovuta all’ipermobilità degli ultimi tre decenni. Dagli anni ’90 si è avvertita sempre più l’invadenza degli autoveicoli soprattutto nelle città dove si concentrano la congestione stradale e le emissioni inquinanti, conseguentemente alla motorizzazione di massa sopraggiunta per soddisfare le esigenze complessive di libertà negli spostamenti.
La strada, da luogo di ritrovo per i cittadini e di gioco per i bambini, è diventata appannaggio dei veicoli motorizzati ma, anche, fonte di terrore per i genitori rendendo impossibile l’autonomia proprio dei bimbi per recarsi, ad esempio, a scuola causa l’invasione delle auto che circolano ovunque e spesso a velocità elevate.
E’ la città il luogo in cui agire spingendo verso una “demotorizzazione” che dovrebbe caratterizzare così il XXI secolo, come la motorizzazione ha caratterizzato il XX.
Bibliografia:
– 17° Rapporto sulla mobilità degli italiani (Isfort, 2020)
– “Mobilità sostenibile” di Stefano Maggi