Le emissioni atmosferiche di gas a effetto serra di un Paese dipendono da molteplici fattori riconducibili alle attività produttive dei vari settori economici.

In Italia, il settore energetico è, attualmente, responsabile di  circa 80% delle emissioni totali di cui il settore elettrico ne rappresenta circa il 30% (il 24% delle emissioni nazionali totali); due terzi dell’energia elettrica è stata prodotta fino al 2008 da combustibili fossili però nell’ultimo decennio, sotto l’impulso della normativa europea per la riduzione delle emissioni di gas serra al fine di contrastare il riscaldamento globale, sono diventate prioritarie le iniziative di promozione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

A livello europeo la strategia a lungo termine esamina diversi scenari di sviluppo fino al 2050 e mette in evidenza che l’elettricità diventerà il principale vettore energetico, dal 22% dei consumi di energia finale nel 2015 al 41%-53% nel 2050 a seconda dei diversi scenari.

L’Italia ha mostrato negli ultimi anni uno sviluppo notevole delle fonti rinnovabili nel settore elettrico. Secondo i dati di TERNA tali fonti hanno coperto il 43,1% della produzione lorda nazionale nel 2014, mentre negli anni successivi si è avuta una sensibile contrazione della quota rinnovabile diminuita al 39,5% nel 2018.

La lotta al cambiamento climatico è una delle priorità dell’Unione Europea. Nel recente European Green Deal, la Commissione Europea ha proposto di portare l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra nel 2030 almeno al 50% e verso il 55% rispetto alle emissioni del 1990. Un altro obiettivo che riguarda direttamente il sistema elettrico è il raggiungimento del 15% per le interconnessioni elettriche nel 2030.

Nell’ottica di una progressiva riduzione delle emissioni del settore elettrico e per la produzione di calore le strade perseguibili in merito all’offerta sono la sostituzione delle fonti fossili a maggiore contenuto di carbonio con fonti a minore contenuto di carbonio, l’aumento dell’efficienza di trasformazione e la sostituzione delle fonti fossili con fonti rinnovabili.

La mancanza di disponibilità di fonti energetiche interne rende l’Italia un paese a elevata dipendenza energetica.

Consumi di energia ed emissioni di gas ad effetto serra (GHG)

Il consumo interno lordo nazionale di energia mostra una tendenza all’aumento dal 1990 fino al 2005, quando esso ha raggiunto il picco di 189,4 Mtep per poi, ridursi  repentinamente a causa degli effetti della crisi economica a 149,8 Mtep nel 2014. Il consumo interno lordo nel 2019 è di 155,4 Mtep.

I combustibili fossili sono i principali vettori nel sistema energetico nazionale. Dal 1990 al 2007, il rapporto medio di combustibili fossili oltre il consumo interno lordo è stato maggiore superiore al 90%, anche se in lieve calo.

Sistema energetico nazionale

Dal 1990 al 2019 la quota di energia da fonte fossile è diminuita dal 95,5% all’80,6% con un declino particolarmente ripido dal 2007. Il mix di carburante è cambiato notevolmente dagli anni ’90 ad oggi: passando dal 57,3% al 34,8% nel 2019. Nello stesso periodo si è registrato un corrispondente aumento della quota di gas naturale, dal 26,3% al 39,2%. Invece, la quota di combustibili solidi oscillava intorno ad un valore medio dell’8% ridotto a circa il 4,2 % del consumo interno lordo nel 2019.

Sistema energetico nazionale

La quota di energia da fonti rinnovabili è complementare a quella osservata per i combustibili fossili. Dal 1990 al 2007 c’è stato un costante aumento della quota di fonti rinnovabili dal 4,4% al 9%; dopo il 2007 la quota è arrivata sino al 19% del consumo interno lordo nel 2019.

In passato le principali fonti di energia rinnovabile sono state la geotermia e l’idroelettrico, che ha rappresentato oltre l’80% del consumo interno lordo di energia rinnovabile dal 1990 al 2000. La quota residua è stata soddisfatta principalmente da biomasse e rifiuti (bioenergia). Dal 2000 la bioenergia ha mostrato una crescita notevole arrivando ad oltre il 50% del totale nel 2007 per poi diminuire al 46,2% nel 2019.

Negli ultimi anni l’energia solare (termica e fotovoltaica) e l’energia eolica hanno anche assunto un ruolo significativo e insieme rappresentano il 13,6% del consumo totale di energia rinnovabile.

Dal 2017 l’energia delle pompe di calore è iscritta nel budget di EUROSTAT; nel 2019 rappresenta l’8,5% del consumo interno lordo rinnovabile.

Consumi finali di energia per settore

L’andamento del consumo finale di energia per settore (Tabella 1.5) mostra peculiarità strutturali nei diversi settori e differente sensibilità alle condizioni che determinano i consumi di energia, quali la crisi economica che ha colpito essenzialmente i settori produttivi.

Di particolare rilievo appare in questo settore l’impennata dei consumi negli ultimi anni dovuta essenzialmente al conteggio del calore ambientale prodotto da pompe di calore che negli anni precedenti non compariva nel bilancio energetico EUROSTAT. Anche i consumi finali del settore residenziale comprendono una quota di calore ambientale da pompe di calore nel 2019 (96 ktep su 2.498 ktep totali).

I servizi rappresentano una quota sempre più rilevante dei consumi raggiungendo il 16,5% nel 2019, mentre l’industria fa registrare una costante contrazione della quota di consumi di energia riducendosi al 21,3%. I consumi del settore residenziale hanno un andamento crescente fino al 2010 seguito da una lieve diminuzione con ampie oscillazioni legate soprattutto alla temperatura atmosferica media. Il settore non sembra avere risentito della contrazione dovuta alla crisi economica che ha interessato gli altri settori.

Sistema energetico nazionale

Elettrificazione dei consumi finali

L’elettrificazione dei consumi finali costituisce una importante strategia per la mitigazione delle emissioni atmosferiche di gas serra se perseguita parallelamente alla diffusione delle energie rinnovabili per la produzione elettrica.

La quota di energia elettrica sui consumi di energia finale mostra un costante incremento dal 1990 fino al 2014 per stabilizzarsi negli anni successivi col 22,2% nel 2019.

Sistema energetico nazionale

Emissione dei gas serra (GHG)

Le emissioni atmosferiche di gas climalteranti mostrano un andamento crescente fino al 2005, successivamente si osserva un declino che in seguito agli effetti della crisi economica ha subito una ulteriore accelerazione.

Nel 2019 le emissioni nazionali di CO2eq hanno subito una riduzione del 19,4% rispetto a quanto registrato nel 1990 e del 29% rispetto al 2005, quando è stato raggiunto il picco delle emissioni.

Le emissioni dell’industria manifatturiera e costruzioni mostrano una contrazione del 46,1% dal 2005 al 2019. 

Il settore civile (residenziale e servizi) mostra un incremento delle emissioni dal 1990 (+4,8%), con una differenza notevole tra residenziale e servizi, mentre le emissioni del settore residenziale si riducono del 16,7%, nel settore dei servizi si ha un incremento del 108,4%.

Le stime preliminari di ISPRA per il 2020 mostrano una riduzione delle emissioni totali del 9,8% rispetto all’anno precedente (377,3 Mt CO2eq ) in seguito al lockdown delle attività economiche a causa della pandemia di SARS-Covid-2.

Le emissioni del settore trasporti mostrano una costante crescita con inversione di tendenza solo dopo il 2007; nel 2019 le emissioni del settore sono diminuite del 17,7% rispetto al 2005 tuttavia sono in crescita del 3,2% rispetto elle emissioni del 1990.
In pratica solo i settori trasporti, servizi e rifiuti mostrano una crescita delle emissioni dal 1990 al 2019 tuttavia le emissioni di CO2 del settore trasporti rappresentano il 28% del totale al netto della “ritenzione” del carbonio, da parte delle foreste e dei terreni agricoli, impedendo la sua fuga nell’atmosfera (LULUCF).

Le emissioni di gas serra dovute alla produzione di energia elettrica rappresentano il 22,4% delle emissioni nazionali rispetto al 24,4% del 2005.

Complessivamente nel 2005 le emissioni di gas serra dovute alla produzione di energia elettrica rappresentavano il 24,4% delle emissioni nazionali, mentre nel 2019 la quota scende al 22,4%.

L’inversione di tendenza delle emissioni atmosferiche nazionali è evidente già pochi anni prima del periodo in cui la crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti. L’andamento del prodotto interno lordo (PIL) e del valore aggiunto dei principali settori produttivi mostrano che il 2008 è il primo anno con una significativa contrazione della ricchezza prodotta.

Sistema energetico nazionale

Indicatori energetici ed economici

Per valutare la relazione tra consumi energetici, attività produttive ed emissioni atmosferiche di gas a effetto serra è possibile analizzare gli andamenti del consumo interno lordo di energia, del prodotto interno lordo e delle emissioni atmosferiche di CO2eq.