Milano Corso Buenos Aires schema

Si tratta di una particolare tipologia di trasporto, detto anche combinato o multimodale, che ha le sue origini nell’ambito del trasporto merci. Ma, negli ultimi anni il significato di intermodalità si è allargato includendo anche la mobilità più tradizionale delle persone.

Lo spostamento intermodale, soprattutto nei grandi centri urbani, offre il vantaggio di limitare l’utilizzo dell’auto privata e incentivare quello dei mezzi pubblici e dei veicoli a basso impatto ambientale come auto elettriche, bici (muscolare o con pedalata assistita) e monopattini.

L’intermodalità, oltre ad avere degli evidenti impatti positivi sull’ambiente, migliora la qualità della vita nelle città riducendo il traffico e l’inquinamento acustico.

L’intermodalità è il futuro della mobilità urbana che dovrà essere più intelligente. Le città dovranno offrire maggiori opzioni per gli spostamenti dei cittadini combinando diversi mezzi di trasporto con l’obiettivo di un minore uso dell’autoveicolo privato con conseguente riduzione delle emissioni inquinanti nell’aria, un quarto dei quali è generato proprio dal settore dei trasporti in generale.

Il trasporto intermodale è una valida alternativa alla scelta del mezzo privato, incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici e di tutti quei veicoli a basso impatto ambientale come auto elettriche, biciclette e monopattini elettrici.

L’intermodalità, intesa come utilizzo sinergico di più mezzi di trasporto per ottimizzare il viaggio, migliora la qualità della vita nelle città riducendo il traffico, il consumo di carburante e l’inquinamento acustico. Inoltre, permette di ottimizzare il costo dei propri spostamenti e di viaggiare più tranquillamente evitando gli ingorghi urbani e scegliendo la soluzione di trasporto più semplice.

Nel mondo, molte città hanno promosso un uso più ampio delle mobilità individuale, ridisegnando i flussi di traffico e rafforzando le piste ciclabili ciononostante, le biciclette non possono essere la soluzione poiché dovrebbero essere integrate nella rete di trasporto intermodale: per intermodalità si intende l’utilizzo di diverse modalità di trasporto in un unico viaggio.

In Francia, a Parigi le piste ciclabili e la “nuova mobilità” sono le principali linee di azione della sindaca Anne Hidalgo che vorrebbe trasformare Parigi in una «città senza vetture» (zero.car), un modello per l’Europa e il mondo. La capitale francese ha già oltre 1.000 chilometri di piste ciclabili e l’obiettivo è fare di Parigi entro i Giochi del 2024, una città ciclabile al 100%», dove ogni strada avrà almeno una corsia riservata alle due ruote. E’ stato questo il suo programma elettorale che le ha consentito di essere rieletta lo scorso anno.

In Italia, la città che più si sta adoperando per lo sviluppo delle piste ciclabili è Milano. La nuova mobilità è stata uno degli effetti immediati della convivenza col Covid-19 infatti, per il “post lockdown”, Milano ha progettato un piano che ha previsto la riorganizzazione dei tempi e dei servizi della città con la necessità di contenere il contagio e consentire gli spostamenti.

Coi mezzi pubblici a capienza ridotta causa rischio contagio, per il ritorno alla normalità il Comune ha scommesso su un maxi piano ciclabile che ha diviso l’opinione pubblica di Milano: simbolo della discordia è il riassetto di corso Buenos Aires facente parte del progetto, dell’assessore alla mobilità Marco Granelli della giunta del sindaco Sala, per congiungere San Babila con Sesto Marelli (circa 6km di pista ciclabile).

Ad aprile dello scorso anno, l’amministrazione comunale ha progettato la realizzazione di 35 chilometri di nuove piste ciclabili, che si aggiungerebbero agli attuali 220 km, e nuovi parcheggi per bici e moto.

Con la campagna elettorale comunale ai nastri di partenza la mobilità urbana è già preda delle opposte fazioni:

  • il sindaco Sala col suo modello di green mobility basato sulla mobilità individuale con biciclette e monopattini (appoggiato dall’associazione Cittadini per l’aria);
  • il candidato Luca Bernardo del centro-destra che ha raccolto i malumori degli automobilisti e dei commercianti (appoggiato dal movimento MuoverMI).

Qualcuno dovrebbe però informare i contendenti che le piste ciclabili sono un falso problema perché non rappresentano la soluzione per muoversi in un modo più sostenibile al contrario della mobilità collettiva e della combinazione di mezzi di trasporto.

Migliaia di persone sono vittime di una dipendenza che ha ripercussioni sulla loro salute e sul loro portafoglio. Non riescono a rinunciare all’automobile nemmeno per tragitti estremamente brevi. Eppure, non dovremmo rinunciare del tutto alla nostra auto. Sarebbe sufficiente liberarsi dell’abitudine di usarla automaticamente. L’idea essenziale sarebbe quella di trovare il giusto mix tra uso dell’auto, dei trasporti pubblici, della bicicletta e dell’andare a piedi, in breve tempo saremo in grado di osservare i primi vantaggi.

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