Le linee guida per le Green City
Si tratta di ben quindici azioni con 4 obiettivi principali.
Assicurare un’elevata qualità ambientale
- La qualità urbanistica ed architettonica delle città, oltre a costituire un capitale culturale e storico di straordinaria importanza, è un valore ambientale strategico per le città italiane. Le criticità connesse all’espansione urbana rapida del secolo scorso si aggiungono oggi, a quelle derivanti dal mancato recupero e risanamento di aree costruite degradate, in genere periferiche ma anche centrali, specie in alcune città del Mezzogiorno, e al permanere di fenomeni di abusivismo.
- Garantire un’adeguata dotazione di infrastrutture verdi urbane e periurbane
La qualità ambientale delle città è connessa con la tutela e l’incremento del suo capitale naturale: il verde urbano e periurbano (dalle alberature stradali ai giardini, dai parchi ai tetti verdi, dagli orti alle cinture verdi) contribuisce, infatti, in maniera rilevante alla qualità dell’aria e alla riduzione dell’inquinamento, alla diminuzione dei danni e dei rischi del cambiamento climatico, alla tutela delle acque e al controllo dei deflussi superficiali, alla salvaguardia della biodiversità dell’ambiente urbano. Fornisce inoltre servizi per attività culturali, ricreative, sportive e di supporto al benessere e alla salute dei cittadini.
- Assicurare una buona qualità dell’aria
La qualità dell’aria nelle città rimane insoddisfacente. L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero, in rapporto alla popolazione residente, di decessi prematuri per inquinamento atmosferico (fonte OMS). Gli inquinanti più pericolosi sono il particolato atmosferico, il biossido di azoto e l’ozono troposferico. La situazione è ulteriormente aggravata sia dagli effetti dei cambiamenti climatici in corso, sia dalle condizioni meteo-climatiche di alcune aree del nostro territorio in cui sono frequenti periodi di stabilità atmosferica, con scarsità di vento e ridotto ricambio di aria. Anche l’inquinamento acustico crea notevoli disagi e può essere un fattore rilevante per la vivibilità in diverse città.
- Rendere più sostenibile la mobilità urbana
L’Italia è il Paese europeo con il tasso di motorizzazione privata più alto: ha 613 auto ogni 1.000 abitanti, mentre la Germania ne ha 555 e la Francia 477; la mobilità urbana è spesso congestionata, inquinante e rumorosa. Le auto, inoltre, restano parcheggiate e non sono utilizzate per la gran parte del tempo, occupando prezioso spazio urbano e impiegando così risorse tecnologiche e materiali di valore in modo altamente inefficiente.
Utilizzare le risorse in modo efficiente e circolare
- Puntare sulla rigenerazione urbana e rafforzare la tutela del suolo
Le città possono svilupparsi, essere centri attrattivi per nuove attività, migliorare le condizioni abitative e soddisfare la domanda di abitazioni e di servizi, senza ulteriore consumo di nuovo suolo ma puntando sul riutilizzo di aree già urbanizzate. L’alto consumo di suolo e i fenomeni di dispersione e sprawl, riscontrati nella maggior parte delle aree urbanizzate, hanno causato frammentazione e perdita di aree naturali e agricole, erosione e impermeabilizzazione dei suoli aumentando i rischi idrogeologici e hanno comportato un significativo dispendio di risorse in termini di opere di urbanizzazione e di aumento dei tempi e dei costi degli spostamenti e delle relative emissioni inquinanti.
- Estendere la riqualificazione, il recupero e la manutenzione del patrimonio edilizio esistente
Circa il 70% del patrimonio edilizio italiano ha almeno 40 anni e in buona parte, per tecnologie costruttive, per vetustà degli impianti e a volte per condizioni precarie, richiede interventi di manutenzione e di riqualificazione, di miglioramento dell’efficienza energetica e, non di rado, di riduzione della vulnerabilità rispetto ai rischi idrogeologici e sismici (ad esempio, il Superbonus 110% è una misura di incentivazione introdotta dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020 che punta a rendere più efficienti e più sicure le proprie abitazioni). Una parte, infine, di tale patrimonio è dismesso o male utilizzato per le condizioni di degrado. A questo si aggiunge parte dello stesso patrimonio storico soggetto a vincolo, ma non esente da necessità di interventi di riqualificazione, di miglioramento funzionale, energetico e sismico.
- Sviluppare la prevenzione e il riciclo dei rifiuti verso un’economia circolare
Si stima che nelle città si consumi il 75% delle risorse naturali e si produca il 50% dei rifiuti. Questo modello lineare di economia che preleva enormi quantità di risorse naturali, le trasforma in prodotti che generano rifiuti da smaltire, non è più sostenibile.
- Gestire l’acqua come risorsa strategica
L’acqua è una risorsa limitata, essenziale per la vita dei cittadini, per molti ecosistemi e per molteplici attività economiche. Il cambiamento climatico in atto genera, da una parte, lunghi periodi di siccità e di emergenza idrica con forti disagi in numerose città e, dall’altra, piogge concentrate e molto intense che aggravano i rischi di alluvioni e frane. Le reti idriche in molte città sono in buona parte vetuste, con alte perdite. Alcune città non ricevono una regolare e sufficiente fornitura di acqua potabile, altre non dispongono ancora di adeguati sistemi di fognatura e depurazione, poche effettuano la raccolta separata, il trattamento ed il recupero delle acque meteoriche.
Adottare misure per contrastare il cambiamento climatico
- Abbattere le emissioni di gas serra
Le città hanno un ruolo decisivo per affrontare la crisi climatica abbattendo le emissioni di gas serra dell’80-90% entro il 2050 e arrivando all’obiettivo di zero emissioni nette (emissioni uguali agli assorbimenti) con interventi di forte riduzione dei consumi di energia e di incremento della produzione e dell’uso di energie rinnovabili.
- Ridurre i consumi di energia
Le città da grandi consumatrici di energia devono diventare protagoniste della rivoluzione del risparmio e dell’efficienza energetica, necessari per evitare esiti drammatici della crisi climatica. Per applicare l’Accordo di Parigi e abbattere le emissioni di gas serra ai livelli necessari per contenere gli aumenti di temperatura al di sotto dei 2°C, è necessario tagliare in modo consistente i consumi di energia in tutti gli usi: da quelli produttivi di beni e servizi, fino a quelli della mobilità di passeggeri e di merci, ma prestando una peculiare attenzione a quelli degli edifici.
- Sviluppare la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili
È necessario accelerare la transizione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Questo storico cambiamento è ormai in atto e proseguirà. L’obiettivo europeo di arrivare almeno al 32% dei consumi finali di energia soddisfatto con fonti rinnovabili entro il 2030, richiede all’Italia (al 17,35% nel 2016) di aumentare notevolmente il suo impegno, cambiando passo rispetto al rallentamento degli ultimi anni, per la produzione e l’uso di elettricità, di calore e di carburanti rinnovabili. Tali aumenti consistenti della produzione e dell’uso di energia da fonti rinnovabili sono il pilastro fondamentale del Piano nazionale per l’energia e il clima.
- Adottare misure per l’adattamento al cambiamento climatico
I cambiamenti climatici comportano pericolose ondate di calore, periodi prolungati di siccità e di elevate temperature insieme a piogge intense per brevi periodi, con aumento delle alluvioni e delle frane, nonché rischi derivanti dall’innalzamento del livello dei mari. Questi eventi atmosferici estremi possono avere conseguenze molto gravi per le città italiane particolarmente esposte agli effetti del cambiamento climatico per collocazione geografica, cioè per le caratteristiche del territorio e delle coste.
Promuovere l’eco-innovazione, la green economy ed il miglioramento della governance
- Promuovere l’eco-innovazione
La sostenibilità ambientale, il risparmio e l’uso efficiente delle risorse e la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico sono diventati ormai i principali driver dell’innovazione della nostra epoca, imprescindibili per il futuro delle nostre città.
- Sviluppare la green economy
La sostenibilità dello sviluppo delle città in questa nostra epoca non può che basarsi sull’assumere quali effettive priorità la qualità ambientale, la limitatezza delle risorse, la resilienza e la sfida climatica. La green economy (l’economia alla base di uno sviluppo sostenibile in grado di assicurare un benessere più inclusivo e di migliore qualità) può avere un ruolo decisivo nel dare maggiore incisività ed estensione alla transizione verso le green city proprio perché mira a trasformare le sfide ambientali in nuove opportunità.
- Migliorare la governance
La transizione verso la green city richiede che i decisori istituzionali ai vari livelli (locali, regionali e nazionali) conoscano i contenuti di tale approccio, i suoi obiettivi qualificanti, le sue potenzialità ed anche i risultati di buone pratiche già sperimentate. Nei processi di cambiamento non basta definire la destinazione finale, occorre conoscere anche il percorso per raggiungerla e i mezzi necessari per compiere il viaggio. A volte più che i soldi mancano le idee, le conoscenze di ciò che si potrebbe fare e del come si potrebbe farlo.
Bibliografia: Le linee guida per le Green City