Piano spostamento casa scuola

L’inizio della scuola: il Mobility Manager scolastico e il Piano Spostamento Casa Scuola

Mancano meno di dieci giorni dall’inizio della scuola e, perlomeno a Milano, nulla si sa ancora circa i piani spostamento Casa Scuola degli studenti.

Compito delle istituzioni sarebbe trovare nuove soluzioni sulla mobilità casa-scuola, per ridurre le emissioni di CO2, rendere le aree intorno alle scuole più sicure, meno congestionate e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile della strategia europea.

Il principio fondante è l’impegno per diffondere la cultura della mobilità sostenibile, sicura ed autonoma cosicché l’andare a scuola a piedi o in bicicletta con gli amici non sia un’esperienza saltuaria ma, diventi una prassi consolidata e in grado di incidere sui comportamenti di famiglie e genitori, verso comportamenti sempre più virtuosi.

Elemento fondamentale di questa attività è la figura del Mobility Manager scolastico, un insegnante formato e motivato che in ogni Istituto operi su questi temi, facendo da tramite tra scuola, Comune e famiglie.

Dal lavoro fra i comuni ed i sistemi scolastici, sono attesi gli indirizzi e le azioni con contenuti educativi, culturali e di gestione con una serie di linee guida per interventi infrastrutturali, percorsi di informazione e sensibilizzazione sulla mobilità attiva.

L’obiettivo dovrebbe essere l’introduzione immediata del Mobility Manager scolastico fin dalle scuole primarie così da sensibilizzare studenti e famiglie ai temi della sostenibilità, del clima e della sicurezza stradale, realizzando iniziative formative tecniche e motivazionali dedicate e creando dei progetti su misura per ciascun istituto/scuola.

La mobilità sostenibile è inoltre, un importantissimo veicolo di diffusione per la consapevolezza che comprende anche l’inquinamento urbano, il cambiamento climatico e la sicurezza stradale.

La mobilità degli studenti varia a seconda dell’età, dalla distanza con la scuola e dalle condizioni meteo.

Nelle città, la maggioranza degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado abita al massimo a quindici minuti di distanza, a piedi, dalla scuola.
Gli studenti delle primarie raggiungono la scuola in modo sostenibile, cioè a piedi, in bici o in trasporto pubblico locale (collettivo) talvolta anche in una sorta di car-pooling tra genitori.
Tra gli studenti delle secondarie esiste una crescente sensibilità all’uso della bicicletta e, secondariamente, dello scooter. Se si considera la distanza di 30 minuti a piedi (equivalenti a 10 minuti in bicicletta), le percentuali diventano ancora più significative. La valutazione cambia per le secondarie di secondo grado dove la distanza a piedi prevalente supera i 30 minuti o l’ora di tragitto; in special modo per gli studenti fuori sede, cioè che hanno la scuola fuori dal proprio paese. Su queste distanze diventano competitivi e vantaggiosi bicicletta  e trasporto pubblico locale (TPL).

Il Mobility Manager scolastico dovrebbe interfacciarsi col Mobility Manager d’Area del comune per eventuali interventi di moderazione del traffico (non basta la polizia  urbana duranti gli orari di ingresso/uscita), di visibilità e di segnaletica da realizzare davanti ai plessi scolastici per aumentarne la riconoscibilità, incrementare la sicurezza degli spazi pubblici aumentando lo spazio a disposizione per pedoni e ciclisti e migliorare la vivibilità e qualità dei luoghi; spesso le carreggiate della via della scuola risultano già occupata dalle auto ben prima dell’orario in cui è presente il “vigile”.

Promuovere la mobilità attiva sul “tragitto” casa-scuola implica numerosi vantaggi sia individuali, sia collettivi: aumenta la sicurezza sulle strade, promuove uno stile di vita sana a livello psicofisico, la socializzazione degli studenti, migliora la qualità dell’aria e dello spazio urbano.

Un servizio che mi permetto di suggerire in ambito urbano è il “pedibus” (Regolamento comunale qui) che favorirebbe la socializzazione e la conoscenza del territorio oltre alla diffusione culturale della mobilità sostenibile tra i bambini.

A Milano, ad esempio, il progetto Pedibus (sperimentale) è stato realizzato  dall’amministrazione comunale grazie agli assessori Laura Galimberti (Educazione) e Marco Granelli (Mobilità); il progetto prevede l’organizzazione di percorsi a piedi (approvati dal comune) con determinati punti di raccolta coi quali alcuni genitori volontari accompagnino a scuola gruppi di bambini (5-11 anni). Negli Stati Uniti ho visto proprio percorsi appositi con segnaletica orizzontale sulla pavimentazione stradale molto accattivante.

Bibliografia: immagine di testa da Moves Venezia: il Mobility Manager

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